A dieci anni dalla morte Torino porta in mostra un ritratto inedito dell’artista in “David Bowie, mio fratello”, un’esposizione che, attraverso episodi intimi e poco esplorati, racconta la costruzione della personalità artistica che da David Jones si è trasformata nell’artista di fama internazionale.

La mostra ospitata nell’accogliente spazio Musa, ideata e curata dall’autore francese David Lawrence con Francesco Longo, vede circa novanta scatti accompagnati da testi scritti.

L’escamotage narrativo utilizzato fa parlare nei contenuti il fratellastro Terry Burns con l’obiettivo di presentare un Bowie inedito attraverso le parole di chi lo conosceva ben prima della fama.

È la prima tappa italiana di un progetto itinerante già passato per Parigi (Galerie MR8) e Saint-Rémy-de-Provence con il titolo di Mr Jones’ Long Hair, che in Italia, su volontà di Lawrence, ha cambiato prospettiva diventando David Bowie, mio fratello.

Terry Burns è il fratellastro maggiore di dieci anni, colui che ha iniziato David alla musica attraverso l’ascolto di Coltrane e Mingus e alla letteratura attraverso gli esponenti della Beat Generation “la migliore educazione possibile” come ricorderà lo stesso David.

La vita di Terry è stata segnata da problemi di salute mentale che lo hanno costretto a lunghi ricoveri al Cane Hill Hospital di Croydon, citato proprio in All the Madmen. Dal 1985, quando si toglie la vita a 47 anni presso la stazione di Coulsdon South, il suo fantasma accompagna gran parte dell’opera di Bowie in pezzi come The Bewlay Brothers, Aladdin Sane, Jump they Say e nelle tracce degli album Hours e Heathen.

Terry Burns nella foto a sinistra.

Gli scatti sono realizzati da tre fotografi che hanno seguito Bowie nel corso della sua carriera: Philippe Auliac che lo ritrae nella sua quotidianità; Denise O’Regan che lo ha seguito all’epoca di Let’s Dance e Michela Haddi che lo ha immortalato sul set cinematografico.

Accanto ai ritratti del protagonista compaiono familiari e artisti che ne hanno definito il contesto umano e creativo tracciando la rete di influenze alla base del suo percorso: Miles Davis, Lou Reed, Iggy Pop, Mick Jagger, Pablo Picasso, Bob Dylan, Brian Eno, John Lennon, Elvis Presley, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Jack Kerouac, Syd Barret, Angie Barnett Bowie.

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