Orson Welles (1915-1985), probabilmente tra i registi più ostacolati e boicottati di sempre, è tuttora universalmente riconosciuto come una delle personalità radiofoniche, teatrali e cinematografiche statunitensi più importanti del secolo scorso.

A ventitré anni con la programmazione radiofonica de La guerra dei Mondi crea un panico generale tra gli americani sintonizzati convinti di essere realmente sotto attacco marziano: un successo che va ben oltre le aspettative del giovane Orson.

In carriera realizza, non senza difficoltà, dodici film tra cui Quarto Potere/ Citizen Kane, il più celebre esordio alla regia -25 anni-nella storia del cinema.

Nasce in Wisconsin da una famiglia anticonvenzionale e facoltosa per proseguire i suoi studi in Illinois alla Todd Seminary for Boys dove ha la possibilità di esplorare ed affinare le sue innate doti artistiche optando per un indirizzo teatrale.

Terminati gli studi si prende un periodo sabbatico per fare esperienza nei teatri europei prima a Dublino, poi in Spagna passando per Londra. Torna a New York nel 1933 con un importante bagaglio di esperienze che lo aiuta ad imporsi come attore e regista a Broadway.

Nel 1936 in epoca di Harlem Renaissance, il Lafayette Theatre ospita la prima di Voodoo Macbeth, la rivoluzionaria pièce teatrale rielaborata da Welles con un cast interamente afroamericano scelto personalmente da lui per le strade di Harlem. La cornice non è più la Scozia, ma Haiti, le streghe non sono più tali, ma diventano quaranta stregoni vudù. Il giovane regista beneficia del contesto post New Deal rooseveltiano che si impegna a finanziare produzioni artistiche socialmente impegnate. Il trionfo off Broadway di Voodoo Macbeth consacra definitivamente Orson Welles a personaggio del teatro newyorkese.

In breve tempo approda a Hollywood suscitando non poco scetticismo in parte per il suo background esclusivamente teatrale, in parte per il suo aspetto non convenzionale con barba e pipa evidentemente a quei tempi off topic.

Nel 1941 esce Quarto Potere/Citizen Kane considerato per i successivi cinquant’ anni il miglior film del mondo. Pur raccogliendo i favori della critica, il film non raggiunge lo stesso traguardo a livello commerciale incontrando la diffidenza e il boicottaggio della stampa ai tempi in mano a Hearst. Non vi è dubbio, infatti, che proprio il magnate della stampa William Randolph Hearst sia stato l’ispiratore del personaggio principale Charles Foster Kane che nel film vive, come Hearst, in un palazzo con uno zoo privato ed una ricca collezione di arte. Hearst non riuscendo ad ottenere la complicità dei produttori di Hollywood per l’immediata distruzione della pellicola, scatena la sua stampa contribuendo all’insuccesso commerciale del film e indebolendo la futura spendibilità di Welles nell’ambiente hollywoodiano.

Sorvegliato per quindici anni dall’FBI che lo considera un simpatizzante comunista, Welles lascia gli Stati Uniti per dirigersi nuovamente in Europa nel 1947 sperando di lasciarsi alle spalle i suoi problemi con il fisco e con gli studios. Solo nel 1957, su richiesta di Charlton Heston, fa ritorno ad Hollywood per girare L’infernale Quinlan, un film denuncia sull’abuso di potere della polizia e sul razzismo diffuso. Nonostante i tagli della produzione, il film è considerato un capolavoro, l’ultimo che a 42 anni Wells girerà per una major cinematografica.

Nel 1971 riceve l’Oscar alla carriera; nel 2002 viene votato dal British Film Institute come miglior regista di tutti i tempi mentre l’American Film Institute lo inserisce al sedicesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.

Il suo percorso artistico è in esposizione fino al 5 ottobre al Museo Nazionale del Cinema, Mole Antonelliana, Torino.

In foto:

Foto 2 e 3: il Lafayette Theatre (1912-1951), conosciuto come “The House Beautiful”, era uno dei più famosi teatri ad Harlem (tra la 132esima e la 7th Avenue) per essere stato il primo a desegregarsi permettendo agli afroamericani di sedersi indifferentemente tra platea e galleria. La struttura è stata distrutta nel 2013. Foto 4 Orson Welles atterra negli Stati Uniti con barba e pipa suscitando ilarità. Foto 7 e 8: alcuni stralci di documenti relativi al suo spionaggio da parte dell’FBI. Foto 9: Orson Welles è in compagnia di alcuni intellettuali italiani al Caffè Greco a Roma; tra questi figurano Carlo Levi, Mario Mafai ed Ennio Flaviano.

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