Edward Weston è soprattutto il fotografo scelto per illustrare la quarta edizione di Foglie d’erba di Walt Whitman, uno dei poeti più importanti della storia americana (si lui, il vero protagonista de L’attimo fuggente, capolavoro del 1989).

Quella di Edward Weston è una fotografia che racconta un’ America in bianco e nero concentrata sui temi pastorali e crudi dei luoghi desolati, delle fattorie abbandonate e delle pianure fangose. Al netto dell’aspetto tecnico, la ragione per cui piace ancora molto agli americani va probabilmente ricercata nella scelta che fece di allontanarsi dalla fotografia intesa come forma d’arte, colpevole, per lui, di ritrarre un’ America un po’ irreale e ben lontana dalle condizioni effettive.

Siamo infatti nel periodo delle grandi guerre, un periodo di profonde trasformazioni culturali e sociali, dove Weston insiste su un linguaggio che punta più alla perfezione tecnica piuttosto che al sentimentalismo decisamente mainstream tra i suoi colleghi. È il suo modo di prendere le distanze dall’allora società, assecondando una visione più disillusa e critica della realtà americana.

Gli anni più importanti della sua produzione lo vedono scattare nel deserto intorno a Palm Springs, nella Death Valley, a Yosemite, nel Mojave e Point Lobos in California. Successivamente nel New Mexico, in Arizona, nei cimiteri della Louisiana e della Georgia. Tutti luoghi caratterizzati da solitudine e decadenza che gli permettono di catturare luoghi inospitali privi di presenza umana.

Le sue opere sono esposte fino al 2 giugno a Camera-Centro italiano per la fotografia, Torino.

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