WEST MEMPHIS THREE

Parte 5 – Jessie Misskelley Jr. confessa

Jessie Misskelley Jr. è un diciassettenne povero, con un quoziente intellettivo inferiore alla media, che vive in un trailer park di Marion, molto vicino a West Memphis.

E’ proprio in virtù di queste caratteristiche che sin da subito rientra nella lista dei principali sospettati insieme ad Echols e Baldwin.

Ad inizio giugno 1993, dopo essere stato interrogato per dodici ore dalla Polizia senza la presenza di avvocati, genitori o registrazioni audio e video, confessa di aver partecipato insieme a Damien e Jason all’omicidio dei tre bambini.


Indice:

  • La confessione di Jessie Misskelley Jr.
  • Vicky Hutcheson

La confessione di Jessie Misskelley Jr.

Jessie Misskelley ha 17 anni, è di West Memphis, ha un Q.I. valutato tra 67 e 72 (cioè un funzionamento intellettivo inferiore alla media), non è amico nè di Damien, nè di Jason, ma come loro è un Poor White Trash.

In virtù di questo status il 3 giugno 1993 viene interrogato dalla Polizia in merito ai fatti di Robin Hood Hills senza la presenza di un genitore o di un avvocato. Gli vengono letti i Miranda Rights, ma, come ammetterà in seguito, non aveva ben capito di cosa si trattava.

Nonostante l’interrogatorio duri circa 12 ore, di questo lungo pomeriggio in centrale rimane una registrazione di appena 41 minuti.

In questo breve arco temporale sentiamo Jessie confessare gli omicidi dei tre bambini con la complicità di Damien e Jason.

Tuttavia la confessione di Misskelley contiene un numero imbarazzante di imprecisioni e  irregolarità. 

Jessie ha confessato perché il suo ritardo mentale lo porta a voler compiacere chiunque interagisca con lui: dodici ore di interrogatorio lo hanno stancato come si stancherebbe un bambino di cinque o sei anni.

Kait8News, di Jonesboro, Arkansas, è la prima emittente televisiva a dare la notizia della confessione di Jessie Misskelley.

Successivamente viene riportata sul Memphis Commercial Appeal condizionando inevitabilmente l’opinione pubblica: i titoli parlano dei tre adolescenti che hanno stuprato, ucciso e bevuto il sangue di tre bambini di otto anni.

Negli anni a venire Jessie ricorderà che questo interrogatorio gli era sembrato un gioco. Disse che quando i detective si rifiutavano di accettare come veritiere le sue risposte, lui non sapeva cosa fare. Solo quando capì che doveva rispondere in modo da confermare i loro indizi, le cose per lui iniziarono ad andare meglio.

dal libro ‘Life after Death’ di Damien Echols

“…quello che sto cercando di dire è che eravamo solo dei ragazzini. Tre adolescenti. E quelli ci torturavano. Come ci si poteva aspettare che uno come Jessie, con l’intelligenza di un bambino, passasse quello che passammo e ne uscisse tutto intero? Mi dà la nausea mi ripugna pensare alla fiducia dei cittadini in queste persone che hanno la responsabilità di far rispettare la legge, eppure torturano i ragazzini e i ritardati mentali. Gli abitanti di questo paese credono che i poliziotti corrotti siano l’eccezione. Non lo sono. Chiunque abbia avuto a che fare seriamente con loro sa che è la regola. Mi è stato chiesto molte volte se sono arrabbiato con Jessie per avermi accusato. La risposta è no, perché non è colpa di Jessie. La colpa è di quei deboli e pigri “servitori civili” che abusano dell’autorità che gli è stata conferita da persone che si fidano di loro. Sono arrabbiato con gli agenti che preferiscono torturare un ragazzino ritardato piuttosto che cercare un assassino. Sono arrabbiato con i giudici corrotti e i procuratori corrotti disposti a distruggere la vita a tre innocenti pur di proteggere le proprie poltrone e di seguire le proprie ambizioni politiche. Noi non eravamo niente per loro se non dei poveracci, dei rifiuti del campo roulotte; pensavano che nessuno avrebbe sentito la nostra mancanza. Erano convinti di poterci prendere la vita e che la storia sarebbe finita lì, spazzata sotto il tappeto come lo sporco. E sarebbe finita davvero lì se il mondo non se ne fosse accorto. Quindi no, non sono arrabbiato con Jessie Miskelley“.

Vicky Hutcheson

Intanto, alla ricerca di altre conferme, più o meno veritiere, più o meno spontanee, Vicky Hutcheson, una vicina di casa di Damien e Jason nel trailer park di Lakeshore, viene arruolata come ‘detective volontario’ dal Dipartimento di Polizia di West Memphis. 

E’ una donna adulta, madre di un bambino di nome Aaron, amico e coetaneo delle tre vittime.

Proprio in quei giorni è sotto indagine da parte del Dipartimento per aver rubato dei soldi al suo datore di lavoro.

Gli agenti le propongono un accordo che prevede il decadimento delle accuse di furto e una ricompensa di 35.000$ se si presta a collaborare al caso dei tre bambini. Le viene chiesto di instaurare un legame intimo con Damien affinché possa ottenere una confessione o delle informazioni utili alle indagini.

La Polizia posiziona microfoni in tutta la sua abitazione mobile, ma le registrazioni sono quasi impercettibili (e, cosa ben più importante, non contengono informazioni utili). Hutcheson allora, su pressione degli agenti, rilascia una dichiarazione in cui afferma di aver partecipato ad un esbat insieme a Damien, occasione nella quale questi le avrebbe confessato di aver ucciso i tre bambini.

L’Arkansas è lo stato con la percentuale maggiore di abitazioni mobili e trailer park. Foto scattata in Arkansas, Agosto 2022.
Vivere in Arkansas.
Video girato in Arkansas, Agosto 2022

L’Arkansas è lo stato con la percentuale maggiore di abitazioni mobili e trailer park. Foto scattata in Arkansas, Agosto 2022.

dal libro ‘Life after Death’ di Damien Echols

“…Questo racconto non potrebbe essere completo senza un accenno a Lakeshore. Era molto grande, per gli standard dei campi roulotte. Lo costituivano circa duecento case mobili, una più una meno, quasi tutte malridotte e rovinate: era un pezzo che si erano lasciate alle spalle i loro giorni migliori. Di solito avevano un piccolo giardino con un recinto di rete metallica, e di solito i recinti erano abitati da qualche cane, l’unica forma di “sicurezza domestica” che conoscessimo. Senza un cane e un recinto, era soltanto una questione di tempo prima che ti rubassero qualunque cosa avessi in giardino e che ti succhiassero la benzina dal serbatoio della macchina. Il carburante te lo fregavano con nient’altro che un tubo di gomma e un secchio. Era raro che i residenti avessero un impiego regolare, anche se alcuni lavoravano per una fabbrica di scatole nelle vicinanze. Per lo più erano ladri e rigattieri freelance: rottami, rame, tutto ciò che era possibile vendere. Dipendenza di ogni genere – alcool e metanfetamine erano le più popolari – rappresentavano le attività ricreative quotidiane…Il cuore di Lakeshore era davvero un lago…Prima del processo la polizia disse di aver trovato sul fondo del lago il coltello usato per commettere gli omicidi. Non ne dubito affatto, e non sarei stato per niente sorpreso se ne avessero trovati altri dieci”.
Il viale di accesso al Lakeshore Trailer Park dove, nel 1993, vivevano Damien e Jason. Foto scattata a West Memphis, Agosto 2022
All’ingresso del Lakeshore Trailer Park.
Foto scattata a West Memphis, Agosto 2022.
L’Arkansas è lo stato con, in proporzione, il maggior numero di trailer park e mobile home park. Foto scattata a West Memphis, Agosto 2022

Fonti: