FLORIDA

Gianni Versace e il mito di Miami: moda, cultura e leggenda.

Questa è la storia di Gianni Versace e dell’influenza che ha avuto nella creazione del mito della Miami anni ’80 e ’90.


Indice:

  • Le origini mediterranee
  • The Dallas Experience
  • Andy Warhol Foundation
  • Super Models
  • Il Grunge by Versace
  • Prince
  • MET: Metropolitan Museum of Art, New York
  • Jungle Dress by J.Lo
  • Miami Vice
  • Versace music flow

Gianni Versace ha ricevuto, in vita ed in morte, numerosi attestati di stima per le sue abilità sartoriali, per la sua visione e per le sue creazioni. Tuttavia non viene citata abbastanza l’influenza esercitata nella creazione del mito di Miami, la città che più di altre ha raccontato il sogno americano tra gli anni ’80 e ’90.

E’ vero: è la metropoli in cui ha trovato, suo malgrado, la morte. Ma è anche la città con cui ha contribuito a rendere iconico un certo stile di vita. Lo ha fatto con la sua chiacchierata presenza, lo ha fatto attraverso le collaborazioni di stile con le celebrities di quegli anni tra cui i primi rappers milionari, ma soprattutto lo ha fatto creando e definendo lo stile del protagonista Sonny Crockett della serie icona Miami Vice.

Quella che segue è la storia di Versace raccontata dagli eventi che hanno reso il legame con gli Stati Uniti fonte di reciproca influenza e scambio culturale.

Le origini mediterranee

Gianni Versace fa parte del movimento Made in Italy che negli anni ‘80 ha prodotto talenti come Miuccia Prada, Giorgio Armani, Paola Fendi, Valentino Garavani, Gianfranco Ferré e Krizia ponendo l’Italia in una posizione di prestigio internazionale in tema di stile e business di moda.

Nessuno è in grado di creare un abito con la stessa abilità di Gianni Versace

Diane Vreeland, 1977

Nato il 2 Dicembre del 1946 a Reggio Calabria, Gianni Versace ha sempre sottolineato l’importanza del suo legame, sin dall’infanzia, con la moda e con le atmosfere mediterranee. Sono state proprio queste a influenzare considerevolmente l’estetica delle sue creazioni ricche di richiami barocchi, greco-romani e bizantini.

La mamma Franca è una sarta dal talento spiccato che esercita una forte influenza sul figlio. Gianni, infatti, fino alla tarda adolescenza trascorre gran parte del suo tempo nella boutique della madre imparando la tecnica sartoriale ed alimentando talento e passione. Si iscrive alla facoltà di architettura ma l’esperienza da studente dura poco. Abbandona il sogno accademico per diventare designer e buyer per l’attività di mamma Franca.

Il giro di boa arriva nel 1970 quando veste Alda Balestra, la Miss Italia di quell’anno. Nel 1972 si trasferisce a Milano dove lavora per Genny, Complice e Callaghan fino a quando nel 1978 fonda la sua linea Gianni Versace. Sempre nel 1978, in uno sforzo condiviso con il fratello Santo e la sorella Donatella, apre la sua prima boutique in Via della Spiga a Milano.

La cifra stilistica del marchio viene da subito riconosciuta come estroversa e a tratti sfacciata, in netto contrasto con la personalità di Gianni che era più riservata e composta; tra le sue principali fonti di ispirazione Karl Lagerfeld, da lui soprannominato Il Maestro.

Ben presto il nome del brand Gianni Versace viene integrato con il logo della Medusa. Non è ben chiara come la scelta sia ricaduta proprio su questo simbolo (pare fosse presente sul portone di ingresso del palazzo che ospitava il suo primo ufficio a Milano), ma quello che è certo è che nella Medusa sono racchiuse vibes di mosaici greco-romani tipici della “sua” penisola calabrese.

I primi riconoscimenti non tardano ad arrivare ed alle collezioni di brand, con l’istituzionale cadenza stagionale, aggiunge la creazione dei costumi per importanti balletti e opere teatrali in particolare per il Teatro alla Scala di Milano.

The Dallas Experience

Nel 1977 crea la sua prima collezione S&M (sadomaso). Ritenuta oltraggiosa e volgare, in occasione della presentazione di questa a Dallas, Texas, rischia l’arresto per mano delle autorità texane che considerano la sua collezione un po’ troppo fuori dalle righe per la rigida morale sessuale americana dell’epoca. Tuttavia, a conferma dell’assunto “non conta come se ne parla: quello che conta è che se ne parli”, la collezione ottiene un grande successo sia in termini economici, ma soprattutto in termini di statement. A Versace viene riconosciuto di aver portato sul palco non violenza, ma piuttosto lussuria attraverso una donna provocante, determinata e sexy.

Nel 1982 lancia la linea Oroton dove usa un materiale metallico che assembla come fosse tessuto dimostrando un talento raro nel saper creare movimenti drappeggiati dal sapore medioevale. Il materiale prodotto in Germania diventa ben presto sinonimo dello stesso marchio Versace.

Andy Warhol Foundation.

Nel 1991 per la collezione Pop lavora in stretta collaborazione con la Andy Warhol Foundation per l’utilizzo delle iconiche stampe di Marilyn Monroe e James Dean. In accordo con Anna Wintour acconsente alla donazione di una parte dei proventi di questa collezione a favore della ricerca per l’AIDS.

Super Models

Il 1991 è anche ricordato come l’anno di nascita delle Super Models di cui Versace è padrino/creatore: Linda Evangelista, Naomi, Christy Turlington, Tatjana Patitz e Cindy Crawford che da poco sono comparse nell’iconico video di George Michael Freedom ‘90 consolidando la loro posizione di Supers nella storia della moda.

Nel 1994 oltre all’oroton e alla pelle, inserisce un nuovo elemento che diverrà poi distintivo della sua cifra stilistica: l’effetto vinile ottenuto rivestendo capi di seta con della vernice.

Il Grunge by Versace

In quegli anni la sua reinterpretazione del grunge, il riferimento estetico e culturale statunitense dominante in quel decennio (promosso da band di fama mondiale come i Nirvana), è sofisticata, sexy e caratterizzata, come è possibile osservare nella collezione del 1994, da abiti chiusi da spilloni dorati intarsiati con il simbolo della medusa. In netto contrasto con la donna androgina heroin chic che domina come reference estetica per quasi tutto il decennio.

È proprio uno di questi abiti ad avere il merito di aver reso famous for being famous Elisabeth Hurley, all’epoca fidanzata di Hugh Grant, in occasione di una red carpet per la promozione del film Quattro Matrimoni e un Funerale.

Prince

Nel 1995 Versace produce una collezione dedicata alla bellezza classica di Hollywood e Madonna, con il suo iconico hairstyle platino, diventa il volto di campagna. Gli scatti sono affidati al sapiente Steven Meisel e la location è la residenza dell’imprenditore Trump a Mar-a -Lago, Florida.

Per la sfilata haute couture dello stesso anno è Prince a comporre la colonna sonora chiamata The Versace Experience (una citazione all’album appena pubblicato The Gold Experience). Quel mixtape viene reso pubblico solo nel 2019: fino ad allora era stato omaggiato in esclusiva agli invitati del front row.

Nel 2017, a un anno dalla morte del cantante, Donatella, grande amica di Prince, ottiene i diritti per usare parte della sua musica inedita per la sfilata che, come consuetudine, lei stessa chiude in un look chiaramente ispirato allo stile dandy e gender fluid dell’artista.

La grande amicizia tra il musicista e la famiglia Versace è immortalata anche in un famoso scatto di Richard Avedon in cui Prince indossa un top argento nell’ormai iconico tessuto oroton.

Prince in un top oroton Versace con al collo il Love Symbol

MET Metropolitan Museum of Art di New York

Nella collezione del 1997, l’ultima prima della tragica morte di Gianni, è l’uso della croce bizantina su abiti oroton ad inaugurare un pattern estetico da allora per sempre connotativo, insieme alla Medusa, alla greca ed alla pelle, del marchio Versace. Sembra che l’ispirazione all’utilizzo di questo simbolo sia arrivata da una sua visita al MET Museum di New York. Anni dopo Kim Kardashian indosserà proprio un Oroton con croci bizantine in occasione del MET Gala del 2018.

Il 15 luglio del 1997 Gianni Versace viene ucciso da Andrew Cunanan fuori da Casa Casuarina, al 1116 di Ocean Drive a Miami. Da quel momento in poi è Donatella a prendere le redini della maison come Direttrice Creativa.

L’eredità di Gianni Versace viene celebrata nel settembre del 1997 con una sfilata in Piazza di Spagna in cui sfilano, insieme alle creazioni di altri stilisti, i suoi pezzi più iconici accompagnati dalla colonna sonora dei Police Every Breath You Take. Poco tempo dopo un’altra commemorazione si terrà proprio al MET’s Temple of Dendur a New York.

Al suo funerale a Milano partecipano, tra altri, Elton John, Giorgio Armani e la Principessa Diana.

È la fine di un’era.

Di Gianni Versace ricorderemo anche le celebri collaborazioni con alcuni tra i più grandi fotografi americani al mondo: Irving Penn, Richard Avedon, Bruce Weber e Steven Meisel

Tra le star internazionali che hanno spesso promosso il brand sia come ambassador, sia in veste di amici, le più fedeli sono certamente Dua Lipa e Lady Gaga senza dimenticare esponenti di spicco della cultura hip hop come Notorious B.I.G., Sean Combs e Tupac.

Ingresso del Metropolitan Museum of Art di New York, meglio conosciuto come MET. Settembre 2025

Jungle Dress di J.Lo

Nel 2000 la collezione di Donatella diventa famosa grazie al Jungle Dress, l’abito verde indossato da Jennifer Lopez, ai tempi fidanzata con Puff Daddy/Sean Combs, ai Grammy Awards. Sono così tante le persone che ricercarono su internet le foto di quell’abito da rendere questa stessa ricerca un evento a sé stante. L’abito verrà nuovamente celebrato nella sfilata del 2022 sempre con Jennifer Lopez che chiude a sorpresa la passerella indossando una rivisitazione del vestito.

Nel 2018 per i vent’anni dalla morte di Gianni, Donatella fa sfilare degli outfit nelle stampe più amate dal fratello. Famosa l’uscita di Kaia Gerber in una tuta full pailettes con la stampa ripetuta in chiave pop di una foto di sua mamma Cindy Crawford in copertina su Vogue. Alla fine di quella stessa passerella, quando il pubblico pensa che lo show sia finito e mentre la musica per un attimo sembra sfumare, improvvisamente l’audio di una voce femminile richiama l’attenzione dei presenti: “Gianni this is for you”. Le tende si aprono rivelando in posa statica le Supers di Gianni: Cindy, Helena, Naomi, Claudia e Carla vestite in abiti oroton.

Miami Vice e il Resort Style

Un gran numero di look maschili delle passerelle Versace viene utilizzato nell’iconica serie tv americana Miami Vice. La prima puntata va in onda nel 1984 e da subito lo stile del poliziotto sotto copertura, curato dalla costume designer Jodie Lynn Tillen, influenza il modo di vestire degli uomini in tutto il mondo. Gianni diventa un amico dell’entourage e in particolare dell’attore Don Johnson che sarà la prima star del piccolo schermo americano ad essere vestita da Gianni. Il protagonista, l’agente Sonny Crockett del Miami Dade Police Department, cambia look anche otto volte a puntata. Indossa prevalentemente tee color pastello sotto a completi di lino bianco immacolati rigorosamente senza cintura e senza calze. Questo beach style, conosciuto come resort style, diventa la cifra stilistica della moda maschile Versace.

Miami Vibes: hotel in Art Decò caratteristici di Miami Beach. Mar-a-Lago: la tenuta del presidente Trump; una volante del Miami Dade Police Department; l’iconico font di “Miami Vice” è ancora utilizzato, 40 anni dopo, per promuovere merchandising di varia natura. Le isole artificiali che circondano Miami su cui sorgono alcune delle più grandi e costose celebrities mansions al mondo (compresa l’ormai infamous Diddy Mansion). Dicembre 2024.

Versace Flow

La relazione di Versace con la musica non è banale. A parte Prince, sono molte le star che hanno omaggiato in diversi modi il brand.

Nel 1995 Tupac è stato invitato a sfilare insieme alla sua fidanzata di allora Kidada Jones nello show di Milano diventando il primo rapper a calcare una passerella di moda.

Si parla di Versace Flow per fare riferimento ad un intreccio particolare di moda e musica promosso dalla canzone Versace del 2013 di Migos.

Significativo anche il tormentone Versace on the Floor di Bruno Mars e Donatella di Lady Gaga (l’artista nel 2014 diventa testimonial e amica di famiglia; nel 2021 insiste per indossare un vestito rosso Versace alla premiere del film House of Gucci)


Per approfondire:

  • Libro: Il caso Versace: la storia, i protagonisti, il mistero di Maureen Orth
  • Libro: Versace: autopsia di un delitto impossibile di Roberta Bruzzone
  • Libro: Little book of Versace: the story of the iconic fashion house di Laia Farran Graves
  • Articolo: l’outfit dorato dell’HIStoty Tour di Michael Jackson
  • Articolo: le campagne Versace più iconiche
  • Video: DuaLipa e Megan Thee Stallion ai Grammys 2022
  • Video: Lil Nas in bubble pink Versace ai Garmmys 2020
  • Articolo: abito Versace per il finale di Sex and the City

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